Blue Print Renzo Piano: 3.000 posti di lavoro a Genova

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Renzo Piano, architetto tra i più famosi al mondo, ha da sempre un legame particolare con Genova, sua città natale che nel corso degli anni ha abbellito con opere che fanno ormai parte dello skyline cittadino. In questi giorni si è parlato molto di Blue Print, il nuovo mastodontico progetto di waterfront genovese, sul quale l’amministrazione cittadina e l’architetto hanno fatto il punto, cercando di determinare le ricadute sul piano occupazionale.

Andiamo dunque a vedere nel dettaglio cosa è emerso, cercando di capire meglio cosa si intenda per Blue Print e quante e quali sono le assunzioni di lavoratori previste.

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Blue Print, la nuova Genova va da Calata Gadda a Punta Vagno

Il progetto Blue Print è stato donato da Renzo Piano alla città di Genova ad un’unica condizione, ovvero che le istituzioni cittadine si muovano in sintonia, in modo da garantire in tempi relativamente brevi il completamento del progetto. Si tratta sostanzialmente di un disegno di waterfront che -per chi è pratico della città- si estende da Calata Gadda fino a Punta Vagno, ridisegnando gli spazi antistanti il mare e proseguendo di fatto quello che fu uno dei capolavori di Renzo Piano, ovvero il Porto Antico di Genova disegnato in occasione dell’Expo 92.

Si tratta di una riqualificazione di quelle che furono aree industriali, che ormai -con lo spostamento di molte zone del porto verso ponente- hanno reso l’area tra i Magazzini del Cotone e Corso Italia pronta per essere completamente ridisegnata.

3.000 offerte di lavoro a Genova per un progetto lungo 10 anni

Come abbiamo detto il Blue Print di Renzo Piano si presenta come un’opera mastodontica, motivo per cui saranno migliaia i lavoratori impegnati per un lasso di tempo decisamente lungo (si parla orientativamente di 10 anni prima di avere riqualificato le gigantesche aree del porto di Genova).

Durante la presentazione di Blue Print (avvenuta a Palazzo San Giorgio nella prima metà dello scorso anno) Renzo Piano ha spiegato che i lavori saranno improntati in modo da rendere più flessibile possibile il progetto, che dovrebbe in ogni caso partire con la ricostruzione della Torre Piloti di Molo Giano, abbattuta in un recente incidente.

Al momento si prevede che per la realizzazione del Blue Print a Genova si procederà a 2.000 assunzioni di lavoratori direttamente nel progetto, alle quali si aggiungeranno altre 1.000 posizioni aperte per lavori collegati indirettamente al gigantesco cantiere che verrà eretto.

Blue Print per il rilancio sociale ed economico di Genova

Attraverso la realizzazione di Blue Print passerà il rilancio economico e sociale di Genova, poiché le 3.000 nuove offerte di lavoro avranno una triplice utilità:

  • ridurre la disoccupazione del capoluogo ligure
  • impedire che le riparazioni navali lascino il porto di Genova (salvaguardando ulteriori 3.000 posti di lavoro)
  • migliorare la vivibilità della città, migliorando l’ossigenazione del mare e dando modo ai genovesi di “appropriarsi” della ex area industriale, grazie alla nuova passeggiata a mare alberata prevista tra Porta Siberia e Punta Vagno (nel progetto sono attualmente previste anche nuove case vista mare)

insomma, il Blue Print di Renzo Piano non sarà solo un abbellimento per Genova, ma porterà posizioni aperte specialmente nel campo dell’edilizia e numerose offerte di lavoro indirette, oltre a -questa è la speranza- salvaguardare posti di lavoro già presenti in Liguria.

 

 

 

 

 

 

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