Lavorare con i droni come pilota

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Negli ultimi anni la diffusione dei droni è aumentata vertiginosamente anche in Italia, e con essa le opportunità di lavoro che questo strumento offre, non c’è dunque da stupirsi se sempre più persone vogliono pilotare un drone per lavoro;

ci sono tuttavia alcune cose che è bene sapere prima di inziare a valutare di compiere una professione del genere, vediamo dunque di fornirvi una breve guida con tutte le informazioni utili per chi volesse lavorare con i droni.

Un dispositivo dai molteplici sbocchi professionali

Un lato positivo è sicuramente la versatilità del drone, che può essere usato a scopi professionali in molti campi differenti, tra i più comuni ricordiamo:

la fotografia, il cinema, i trasporti e le comunicazioni, l’agricoltura, la sorveglianza e prevenzione dai crimini, fino agli utilizzi di tipo militare;

insomma, diventare un pilota provetto potrebbe aprirvi effettivamente le porte a una carriera, in proprio o presso un’azienda.

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Come diventare pilota di drone

ENAC Ente Nazionale per l’Aviazione Civile è l’organo deputato a stabilire le regole per quanto riguarda tutti i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (cd. SAPR);

la normativa è attualmente in fase di revisione, ma indipendentemente da ciò possiamo dire che per diventare piloti di droni occorre innanzitutto frequentare un corso certificato per il rilascio dell’attestato di pilota APR, che prevede

  1. certificato sulle competenze teoriche
  2. certificato sulla competenza pratica

oltre al superamento di una visita medica e allo skill test, ovvero una prova di volo che sarà giudicata da un esaminatore ENAC.

il corso abilita allo svolgimento di operazioni ordinarie, mentre per le cosiddette operazioni critiche si necessita di ulteriori certificazioni.

Licenze a seconda del peso del drone

Mentre un tempo per qualsiasi SAPR sotto i 25 kg c’era un’unica licenza, adesso i velivoli a pilotaggio remoto sono così suddivisi:

  1. sotto i 300 g di peso non si necessita di alcun attestato
  2. tra 300 g e 4 kg licenza VL (very light)
  3. tra 4 kg e 25 kg licenza L (light)
  4. oltre i 25 kg licenza H (heavy)

ulteriori suddivisioni riguardano velivoli ad Ala Fissa (Ap), Elicotteri (Hc), Multicotteri (Mc) e Dirigibili (As).

Pilota di drone professione del futuro?

Ora che sappiamo come si fa a diventare piloti di drone possiamo passare in rassegna le prospettive occupazionali che questi oggetti offrono:

partiamo subito dicendo che a quanto pare non è un’impressione, il pilota di drone è effettivamente una delle professioni del futuro, questo anche secondo aziende specializzate nell’analisi dei trend come la famosa Sparks&Honey, che ormani da diversi anni segnala questo lavoro tra quelli emergenti, e a tale proposito interviene anche lo studio della società americana Asd Reports, che stima entro il 2021 un giro di affari mondiale del settore che toccherà i 130 miliardi di dollari (nel 2012 erano “appena” 7 miliardi).

Prospettive occupazionali con i droni

Ma quali sono le effettive prospettive occupazionali? si va dagli sbocchi lavorativi più ovvi (su tutti l’effettuazione di riprese durante eventi e a scopo cinematografico ad utilizzi anche parecchio specifici (basti pensare all’utilizzo che ne è stato fatto negli ultimi mesi in occasione di eventi tragici quali terremoti e valanghe);

alcuni fenomeni in crescita esponenziale sono quello del drone journalism, ovvero la creazione di reportage, spesso in zone di guerra o guerriglia urbana, l’utilizzo per il trasporto di sacche di sangue negli ospedali, i cosiddetti “drone bagnino” che sorvegliano acque e spiagge.

Infine, anche se non direttamente correlati al pilotaggio, non possiamo trascurare le assunzioni che ci saranno per il settore ricerca e sviluppo dei droni stessi, campo in cui -c’è da scommetterci- l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare una nazione all’avanguardia.

 

 

 

 

 

 

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