Smart Working: pro e contro

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Il 2021 è l’anno dello smart working, e su questo sembrano esserci pochi dubbi:

nel 2020 la pandemia da coronavirus ha prodotto un passaggio forzato a questa forma di lavoro, che nell’anno in corso va consolidandosi, come se non bastasse le previsioni indicano che per il 2022 il 65% degli occupati europei si trasformerà in forza lavoro smart, con forti ricadute pratiche anche in Italia.

A dispetto di queste notizie, che indicano un cambiamento epocale, sono ancora tantissime le persone che non hanno ben chiaro cosa sia lo smart working, e soprattutto quali siano i suoi pro e i suoi contro.

Vediamo dunque di fare luce su pregi e difetti, cercando di capire meglio come si può trarre il massimo vantaggio, cercando insomma di diventare il più smart possibile.

Cos’è lo smart working?

Innanzitutto partiamo dalle basi:

per smart working si intende un nuovo modello di lavoro che utilizza in maniera intelligente sia le ultime tecnologie che quelle esistenti, per migliorare sia le prestazioni della manodopera che la sua soddisfazione. 

Se questa definizione vi sembra troppo sommaria sappiate che esistono due concetti base attraverso i quali si declina lo smart working:

  • deve essere un modo più redditizio di lavorare rispetto a quello tradizionale (non per forza in termini di soldi, quanto più che altro di qualità della vita)
  • deve essere reso possibile da un utilizzo intelligente delle tecnologie

secondo alcuni esso è il naturale successore del telelavoro, ed effettivamente in alcuni casi possiamo dire che è proprio così, anche se rispetto a quest’ultimo aggiunge una maggiore flessibilità di orari e di spazi utilizzabili.

Lo smart working innegabilmente non presenta solo vantaggi, vediamo dunque l’elenco dei pro e dei contro di questa metodologia di lavoro.

I vantaggi dello smart working

Tra i pro possiamo elencare:

  • maggiore libertà e autonomia del lavoratore, che si trova ad avere una maggiore capacità di organizzare il proprio tempo, senza essere vincolato a orari troppo rigidi;
  • risparmio in termini di denaro sugli spazi di lavoro, i trasporti o le forniture di elettricità, riscaldamento, ecc.
  • risparmio in termini di tempo e denaro per gli spostamenti (questo nelle metropoli è forse il vantaggio più evidente agli occhi del lavoratore);
  • possibilità di integrare tra la manodopera persone con mobilità ridotta (es. portatori di handicap)
  • migliore conciliazione della vita lavorativa con la vita personale e familiare, specialmente per chi ha una famiglia con figli;
  • produttività aumentata, ma questo non è un vantaggio assoluto, bensì ottenibile solo grazie ad una attenta pianificazione del lavoro;
  • miglioramento della qualità della vita del lavoratore, con conseguente possibilità di attirare nuovi elementi di talento all’interno dell’azienda;
  • migliore visione dell’azienda da parte dell’impiegato, che non vede più il “posto di lavoro” nella stessa ottica in cui lo vedeva prima (anche in questo caso non si tratta di un vantaggio assoluto, ma solo di quelle aziende che hanno saputo declinare al meglio il concetto di smart).

Gli svantaggi dello smart working

Tra i contro dello smart working dobbiamo ricordare:

  • isolamento sociale, con rischio di ripercussioni in negativo sulla vita del lavoratore, che eliminando gli spostamenti corre il rischio di non avere più stimoli per partecipare ad aperitivi con i colleghi piuttosto che altre occasioni di confronto sociale, e questa in prospettiva è la minaccia peggiore per chi lavora in smart working;
  • minore senso di identificazione con l’azienda;
  • senso di solitudine;
  • senso di alienazione dalla realtà;
  • rischio di ridotta interazione con gli altri membri del team o dell’impresa;
  • aumento delle distrazioni, con conseguente rischio di commettere errori;
  • spese aumentate correlate al maggior numero di ore passate dentro casa;
  • nel caso lo smart working non fosse ben pianificato possibilità di vedere diminuita la produttività aziendale.

Smart working: se lo conosci lo accetti

Stando agli studi che sono stati condotti nell’ultimo decennio, lo smart working è più facilmente accettato da parte di chi sa bene cosa sia, e stando a quanto emerso da una ricerca di Adecco solo il 17% di essi lo rifiuterebbe, mentre la maggior parte della gente, pur consapevole del rischio di isolamento sociale, è pronta ad accettarlo.

Altri dati sorprendenti emersi dalle ricerche sono stati i seguenti:

  • in molti vorrebbero fare smart working senza utilizzare casa propria, semplicemente utilizzando un posto vicino alla propria abitazione, sia esso uno spazio di co-working o un altro luogo;
  • quasi la metà di chi conosce lo smart working si dice disponibile a svolgerlo anche senza un PC o un tablet, affidandosi ad un semplice smartphone

insomma, il quadro che emerge è quello classico della botte piena e della moglie ubriaca, si è disponibili allo smart working ma spesso non si vuole stare in casa, e si tende a non considerare fattibile lo svolgimento in questa modalità di compiti particolarmente complessi, anche se l’idea di base rimane apprezzata da chi ha avuto modo di capire in cosa consista.

Indubbiamente per riuscire a non farsi condizionare la vita dallo smart working serve una discreta forza d’animo, ma se sarete organizzati riuscirete a fare vita sociale anche senza il pretesto degli spostamenti casa lavoro, resisterete alla tentazione di lavorare sdraiati sul divano, vi prenderete cura di voi stessi anche se non dovete recarvi in ufficio e gestirete egregiamente i rapporti con i vostri colleghi, organizzando incontri periodici.

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