Apple Store a Milano: 200 assunzioni nel progetto Foster

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Erano anni che Apple provava a insediarsi a Milano con uno store, e a quanto pare questa è la volta buona: la notizia, che non ha mancato di esaltare i fans della casa della mela, è stata presentata alla giunta milanese al fine di dare il via ai lavori che permetteranno di ottenere il permesso a costruire; oltre alla struttura, avveniristica e parzialmente ispirata all’Apple Store di New York, arriveranno anche 200 assunzioni tra addetti alle vendite e impiegati di vario genere e grado.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa sta per cambiare a Milano con l’arrivo del nuovo Apple Store, che prenderà il posto del cinema Apollo in Piazza Liberty.

apple store milano

Un iter lungo e travagliato

Tutto iniziò quando Steve Jobs, a Milano per affari, si innamorò di Piazza Duomo e pensò di aprire uno dei suoi Apple Store in Galleria Vittorio Emanuele II; il progetto era particolarmente ambizioso per l’epoca, poiché prevedeva spazi paragonabili a quelli dell’Apple Store di Londra, ma tutto si concluse in un nulla di fatto.

L’idea ritornò in auge quando nel 2011 chiuse i battenti il McDonald’s in Galleria … quasi tutti pensavano che Steve Jobs avrebbe sbaragliato la concorrenza ma si sbagliavano, poiché Prada con un mega rilancio si aggiudicò l’asta.

A questo punto i progetti cambiarono, non più uno spazio in Galleria Vittorio Emanuele II, ma un cubo di vetro sul modello dell’Apple Store di New York, da sistemare in Piazza Duomo … ma gli americani non avevano fatto i conti col fatto che la piazza più importante di Milano non è la 5th Avenue di Manhattan, e c’è un patrimonio storico e artistico da presidiare; fallita l’idea del cubo in piazza si propose come sede la seconda torre dell’Arengario, ma anche in quel caso sorsero nuovi veti e la Apple perse la possibilità di insediarsi a Milano nel periodo dell’Expo, tuttavia non si perse d’animo fino ad approdare al nuovo progetto, che prevede l’insediamento in Piazza del Liberty, al posto del cinema Apollo.

Progetto Foster: cinema e aree verdi in Piazza Liberty

Il progetto per l’Apple Store di Piazza Liberty sarà curato dal celebre architetto inglese Norman Foster: secondo i rendering ci sarà un cubo di vetro sulla piazza, ma il negozio vero e proprio si svilupperà sottoterra.

Il cosiddetto progetto Foster è stato giudicato dalla giunta “un intervento di grande qualità”, destinato a ridare lustro a una piazza rimasta orfana del suo cinema e pronta ad essere rimodernata e abbellita.

La casa di Cupertino rispetterà il volere di molti milanesi, ovvero quello di lasciare questa porzione di piazza dedicata al cinema: sulle facciate dell’Apple Store di Milano verranno proiettate le scene di importanti film italiani e non, e i suoi dintorni verranno abbelliti con aree verdi.

200 assunzioni all’Apple Store di Milano

A fare leva sulla giunta Pisapia è stata sicuramente anche la prospettiva di 200 assunzioni in pieno centro a Milano: questo grossomodo il numero di dipendenti che troverà spazio all’Apple Store di Piazza Liberty, un gran bel numero di offerte di lavoro, soprattutto sapendo che Apple si comporta solitamente in maniera chiara e onesta con i propri dipendenti, assumendo quanto più personale possibile con contratto a tempo indeterminato ed erogando stipendi di tutto rispetto per le mansioni assegnate (si parla in via informale di 1.200-1.500 e al mese, ma gli stipendi del personale specializzato sono in realtà più alti).

Come fare domanda di lavoro

Al momento l’iter per il nuovo Apple Store di Milano è appena all’inizio, motivo per cui non è ancora possibile candidarsi per le offerte di lavoro; probabilmente vista la gran mole di lavori previsti l’inaugurazione potrebbe non essere nel 2016, bensì nel 2017, tuttavia per chi volesse tenere d’occhio le offerte di lavoro Apple la pagina di riferimento è quella indicata nel link.

Dopo Starbucks ed Apple una Milano sempre più americana?

Il progetto Foster per l’Apple Store di Milano in Piazza del Liberty arriva pochi mesi dopo la notizia dell’ufficialità dell’apertura del primo Starbucks in Italia, di cui vi abbiamo già dato notizia; avremo una Milano sempre più americana? probabilmente sì, ma la speranza ovviamente è quella di fare convivere pacificamente queste due presenze a stelle e strisce con il tessuto commerciale originario meneghino, sfruttandole come trampolino di lancio per le assunzioni e l’indotto, sapendo tuttavia mantenere l’originalità che da sempre ci contraddistingue.

 

 

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